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DIRITTO DI VOTO ALL'ESTERO |
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Giovedì 09 Giugno 2011 18:28 |
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Roma, 8 giugno 2011
FEDI (PD): Comitato italiani nel mondo della Camera dei Deputati. Le priorità del Comitato devono essere quelle degli italiani nel mondo. Dobbiamo superare ogni dubbio sulla regolarità dell´esercizio in loco del diritto di voto. Gli italiani all´estero non possono essere il capro espiatorio dei ritardi nelle riforme.
Governo e maggioranza intendono rilanciare la politica a favore delle comunità italiane nel mondo con una pessima riforma della rappresentanza.
Una riforma che dovrebbe comunque essere affrontata dopo la riforma della legge base sulle norme organizzative del voto all´estero, cioè la 459 del 2001. Non sono queste le priorità per gli italiani nel mondo. Non nel momento in cui la rete consolare soffre delle conseguenze di tagli e riduzioni di personale. <7p>Non quando si procede alla chiusura di Consolati o quando si prepara una nuova serie di misure tese a ridimensionare la nostra presenza nel mondo. Non quando si annuncia una manovra economica correttiva di quaranta miliardi di euro con altri possibili tagli al Ministero degli affari esteri, quindi alla cooperazione e solidarietà internazionale, alla nostra presenza nel mondo, alla politica estera ed ai capitoli di bilancio per le comunità italiane nel mondo. Non quando non sono state messe in cantiere riforme sulla promozione di lingua e cultura nel mondo ma si sono ridotti gli stanziamenti del 50%. Non quando non sono stati affrontati i temi del riacquisto della cittadinanza o del riconoscimento della cittadinanza per le donne coniugatesi prima dell´entrata in vigore della Costituzione. Non quando si ritarda la soluzione del tema dei diritti sindacali del personale a contratto o non si affronta definitivamente la questione delle detrazioni fiscali per carichi di famiglia. Non quando tutte le questioni attinenti alla sicurezza sociale scompaiono dall´azione del Governo: dalla ratifica di accordi internazionali agli interventi per gli indigenti, dalla soluzione del problema degli indebiti alla migliore articolazione della verifica di esistenza in vita fino ai pagamenti delle pensioni all´estero. Non quando, infine, si continueranno a perpetuare discriminazioni nei confronti degli italiani all´estero, come sull´esclusione dall´esonero ICI per i residenti all´estero. Credo possa essere utile un confronto con il Governo su questi temi prioritari. Affrontando anche il tema della riforma delle norme che regolano l´esercizio in loco del diritto di voto, stabilite dalla legge 459 del 2001.
Non a caso si torna a evocare la riforma dell´esercizio in loco del diritto di voto ora che è in corso una consultazione referendaria rispetto alla quale abbiamo tutti delle legittime preoccupazioni. La preoccupazione che il voto degli italiani all'estero, sul quesito nucleare, da un lato corra il rischio di non essere riconosciuto valido per via della riformulazione del quesito da parte della Corte di Cassazione e dall'altro che comunque un´eventuale possibile bassa partecipazione al voto possa portare al mancato raggiungimento del quorum. Preoccupazioni vere ma poste male. Innanzitutto gli iscritti AIRE sono conteggiati nel quorum indipendentemente dalla loro effettiva partecipazione al voto. Ciò significa che anche una bassa partecipazione al voto è meglio di nessuna partecipazione. Secondariamente perché davanti ad un Governo ed una maggioranza che creano situazioni gravissime adottando il nucleare con poco dibattito e norme mascherate, poi votano contro l´accorpamento del referendum con le elezioni amministrative, poi approvano una moratoria nel bel mezzo di un referendum popolare sul tema, se in questa grande confusione, si pensa che la strada maestra possa essere quella di strumentalizzare il risultato referendario a danno dei residenti all´estero, si commetterebbe un grave errore. Possiamo e dobbiamo discutere di riformare la 459 del 2001. Dovremmo farlo anche prima di affrontare il tema della riforma della rappresentanza. Possiamo discutere anche di riforme costituzionali e di una diversa impostazione normativa anche della rappresentanza, includendo in queste riflessioni anche il tema della partecipazione al voto su questioni profondamente legate alla appartenenza ad un territorio, come avviene per i referendum. La esclusione dal quorum, oggi, sarebbe invece un brutto segnale politico ed una pessima soluzione, per una questione che va affrontata in altro modo e in altri momenti.
On. Marco Fedi
On. Marco Fedi
Segretario III Commissione Affari Esteri e Comunitari
Camera dei Deputati |
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IL 25 APRILE CELEBRATO IL 1 MAGGIO |
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Giovedì 05 Maggio 2011 11:02 |
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Adelaide: il 25 aprile celebrato il 1 Maggio
La cornice, offerta dalla città di Adelaide, è quella di domenica 1 maggio, per celebrare, insieme alla giornata del lavoro, anche quella della liberazione. Il 25 aprile si ricorda con una cerimonia presso il cimitero di Payneham e successivamente con un incontro conviviale al Fogolar Furlan.
Le ragioni della celebrazione si ritrovano nelle parole della reggente Consolare, Mariangela Sturaro, e del Presidente del Comites di Adelaide, Vincenzo Papandrea. Entrambi ricordano i caduti per la libertà, il sacrificio delle donne e uomini della resistenza e la comunità italiana di Adelaide. Sottolineano l’impegno, il senso del dovere e la costante partecipazione comunitaria, oltre alle conquiste di una comunità vivace ed integrata.
Intervengo brevemente per ricordare le ragioni che ci portano a celebrare insieme le date ed i momenti della nostra storia comune. Sottolineo il legame tra il 1 maggio, giornata dedicata al lavoro, ed il legame tra lavoro e libertà. Nell’esperienza dell’emigrazione sono identificabili sempre gli elementi della ricerca del lavoro e della libertà. Con il costante bisogno di affermazione del diritto al lavoro. Con il costante bisogno di tutela dei diritti delle persone.
Il 25 aprile dovrebbe unirci su valori, principi ed azione comune verso obiettivi di crescita sociale, culturale e politica. È questo il significato di una celebrazione, profondamente legata alla nostra storia, che ci lega anche alla storia australiana, che celebra in Anzac Day il ricordo di tutti i caduti, proprio il 25 aprile.
La coincidenza con la celebrazione del May Day, giornata dedicata alla valorizzazione del lavoro ed alla lotta a tutte le privazioni di libertà, dalla disoccupazione fino agli infortuni sul lavoro, ci consente di esprimere in questa giornata l’auspicio che su questi temi vi siano costante attenzione ed azione dei Governi e delle istituzioni democratiche.
Marco Fedi |
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Grazie a chi all’estero oggi restituisce dignità a lingua e cultura italiane |
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Giovedì 07 Aprile 2011 23:11 |
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I docenti di lingua italiana nel mondo. Un patrimonio inestimabile di conoscenza al servizio delle comunità italiane nel mondo. Ho avuto modo di ricordarlo ai numerosi insegnanti della Victorian Association of Teachers of Italian (V.A.T.I.) – importante organizzazione che raccoglie insegnanti del settore pubblico e privato dello Stato del Victoria, riuniti a congresso a Melbourne il 1 aprile scorso. Il loro impegno non è mai venuto meno nonostante le difficoltà. Ho sottolineato che viviamo in tempi difficili. Il mondo dimentica – in Italia come in Australia, come in tanti altri Paesi – che la scuola, l’Università, la formazione, la ricerca – sono il nostro futuro, sono il meglio delle nostre società. Sono il meglio di ciò che possiamo tramandare alle future generazioni.
In questo cammino della società, nella complessità delle scelte della politica, per la scuola i punti di riferimento fondamentali sono ancora gli insegnanti. E la scuola è fatta di scelte pubbliche per i cittadini, di infrastrutture, di investimenti e di cittadini protagonisti: studenti, insegnanti, amministratori e famiglie. I docenti, gli insegnanti, sono ancora oggi il terminale del rapporto con le nuove generazioni. Ancora oggi, nonostante le difficoltà, svolgono un ruolo centrale, fondamentale, nella formazione delle persone. E sono fondamentali nell’insegnamento della lingua italiana. Lo sono particolarmente oggi, in un momento di tagli alla scuola ed alla formazione. In un periodo di tagli selvaggi alla diffusione della lingua e cultura italiane all’estero.
In tre anni di Governo Berlusconi i tagli hanno superato il cinquanta percento e, di fatto, per la prima volta, mettono a rischio il futuro dell’insegnamento della lingua italiana in Australia. In un momento in cui invece il Governo Federale australiano ha riconosciuto alla nostra lingua lo status curricolare nazionale grazie al vostro ed al nostro lavoro.
I tagli alla scuola e alla cultura – senza riforme, investimenti e politiche innovative – insieme alle insufficienze della rete consolare, ai ritardi nella presenza dello Stato, alle lungaggini burocratiche ed ai ritardi del sistema pensionistico – sono l’unico segnale oggi della presenza all’estero del Governo italiano.
Un quadro desolante, nel quale si sommano ritardi nelle riforme ad una assenza totale di prospettiva e di sensibilità politica nei confronti degli italiani all’estero. Nel 150° Anniversario dell’Unità d’Italia avremmo dovuto destinare maggiori risorse, in Italia e all’estero, alla formazione ed alla conoscenza.
La storia d’Italia, il risorgimento, l’Unità d’Italia, la liberazione e la resistenza, la democrazia repubblicana e la Costituzione: non solo passaggi della storia ma costruzione di percorsi culturali, di conoscenza, di formazione. Invece il Governo riesce a dividersi su tutto, anche su una festa nazionale, ed a dare la peggiore immagine di se stesso.
Dobbiamo chiederci perchè il Governo di un grande paese non riesce, neanche attorno ad una data che è diventata Festa nazionale, ad essere unito. Unito attorno al Tricolore ed all’Inno di Mameli. Pronto ad investire risorse per rendere la celebrazione un indimenticabile momento di tutti. Il problema è far comprendere che il Paese è unito da valori e principi e istituzioni che sono più importanti e più forti di meschini interessi individuali. Anche quando questi interessi individuali sono al Governo del Paese. Dobbiamo avere la forza per dire che la storia siamo noi e che siamo una storia diversa.
Dal mondo della conoscenza, dell’insegnamento, dell’apprendimento – dalla scuola all’università – soprattutto da chi all’estero oggi restituisce dignità a lingua e cultura italiane con il proprio lavoro e l’impegno quotidiano, arriva una richiesta di sostegno, di aiuto, di maggiore attenzione. Non dobbiamo deludere queste attese. Chi ha responsabilità politiche oggi deve impegnarsi – non solo per ringraziare questo mondo – ma anche per ritrovare le energie per l’innovazione, il miglioramento qualitativo, la crescita e gli investimenti.
On. Marco Fedi |
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Dimostrazione Partito democratico di Sydney |
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Martedì 14 Dicembre 2010 18:24 |
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Dimostrazione Partito Democratico di Sydney
Sabato 11 dicembre il Partito Democratico di Sydney si è mobilitato per sostenere la manifestazione che il PD terrà nello stesso giorno a Roma. In questo momento cruciale, alla vigilia del voto della fiducia al governo Berlusconi, Il circolo PD di Sydney ha organizzato nel cuore della little Italy un folto gruppo di simpatizzanti per esprimere il profondo dissenso degli italiani all’estero nei confronti dell’attuale governo che sta portando l’Italia verso il baratro. Le informazioni, soprattutto attraverso la stampa estera, presentano un quadro dell’Italia desolante e preoccupante.
Il clima è da paese con bombe sociali ad orologeria. Il Partito Democratico di Sydney si associa al PD in Italia in questa grande giornata di dimostrazione nella convinzione che bisogna mandare a casa un governo che non governa e che non ascolta la sua gente. Come definire un governo che rimane inerme di fronte a cortei, dimostrazioni e scioperi quotidiani i cui toni violenti, dettati dalla disperazione, diventano spesso oggetto di derisione e sarcasmo da parte del Primo Ministro? L’emigrazione dall’Italia e` ricominciata. A Sydney ci sono circa 1.500 giovani italiani laureati in cerca di lavoro e che farebbero carte false per rimanere. Presso il dipartimento di immigrazione australiano giacciono almeno 50.000 domande di immigrazione di laureati, ricercatori, imprenditori e professionisti. Questi dati non destano alcuna preoccupazione nel governo. Eppure si tratta di un fallimento totale non solo sul piano sociale, ma anche economico, visto che gli alti investimenti dello Stato sull’istruzione di questi giovani vanno a generare profitti altrove. Non è stato presentato un solo progetto per proteggere questo capitale di professionalità e conoscenze Il PD di Sydney esprime l’indignazione degli italiani all’estero per i tagli lineari che hanno svilito l’assistenza sociale e la diffusione della lingua e cultura italiana all’estero e che avrà come risultato la recisione di ciò che rimane delle nostre radici nelle nuove generazioni. Si è arrivati alla paralisi degli istituti consolari in molte città straniere e degli organi di rappresentanza, delegittimandone la funzione e l’esistenza stessa.
È mortificante per gli italiani all’estero essere considerati un peso e non una risorsa, che non gli venga riconosciuto il ruolo importante giocato nella ripresa economica del Paese nel dopoguerra. Basti pensare che tra il 1945 e il 1960 le rimesse degli emigranti ammontarono all’equivalente di oltre 2miliardi e 40milioni di dollari americani, che rappresentarono una boccata di ossigeno per un paese logorato come l’Italia di quegli anni. Infine gli italiani all’estero sono indignati per il danno provocato dal Premier Berlusconi all’immagine dell’Italia e degli italiani all’estero.
Ha ridotto un Paese come il nostro, con un passato e un’eredita che ci invidiano tutti, al paese delle barzellette, delle escort, delle bugie spesso clamorose. Un Paese che rischia di diventare senza valori e senza dignità. Per questa ragione tocca a tutti noi farci sentire.
Concetta Cirigliano Perna Segretario Nazionale PD Australia
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History of Filef in 1970s Melbourne |
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Venerdì 08 Ottobre 2010 20:55 |
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Download Simone Battiston's Phd Thesis on the history of Filef in Melbourne, in the 1970s. |
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Sui profughi - On refugees |
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Venerdì 01 Ottobre 2010 22:34 |
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Scarica il libretto bilingue prodotto dalla Filef in occasione di un dibattito pubblico tenutosi qualche anno fa sulla questione dei profughi.

Illustrazione di Rocco Fazzari - Artwork by Rocco Fazzari
Download a bilingual booklet produced by Filef for a public meeting held a few years ago on the refugee issue. |
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